sabato 22 ottobre 2011

Un lavoro di modellismo (dopo secoli di inattività!)

Ormai è da quasi due anni che mi sono trasferito nella nuova casa. Ovviamente questo ha comportato un certo cambio di abitudini e maggiore tempo da dedicare a lavori che prima non svolgevo io. Tuttavia nel complesso posso dichiararmi contento del cambiamento, l'unica nota negativa è che sono stato costretto a sottrarre tempo da alcuni dei miei hobby, soprattutto al modellismo. In linea di massima mi ero specializzato nel dipingere soldatini e nel costruire dei diorami, ma cambiare ogni tanto non guasta.
Avevo da anni questo aereo in balsa costruito da chissà chi, portatomi mezzo rotto da mia nonna, già allora mezzo aggiustato aggiungendo delle parti mancanti. Faceva la sua bella figura appeso al soffitto della mia stanzetta a casa dei miei, ma ora, dopo più di vent'anni, la carta velina che ricopriva le ali stava andando letteralmente in pezzi, oltre a essersi riempita di polvere. Avevo già deciso di fare un lavoro di restauro appena ne avessi avuto il tempo, ma uno scherzo della mia gatta Gemma, che è riuscita a raggiungere l'aereo con un balzo e a farlo cadere, staccandone le ali superiori, ha reso non più rimandabile il lavoro.
Ho fortunatamente potuto lavorare a casa dei miei, lontano dalle mie amate ma troppo curiose bestiole. La cosa ha reso più prolungate e gradevoli le mie visite da loro, che prima duravano giusto tempo del pranzo.
Per prima cosa ho dovuto reincollare le ali superiori, ricostruendo con del cartone dei sostegni per le stesse, essendosene rotti due in modo irreparabile nella caduta .
Una volta riparata la struttura dai danni, sono passato alla fase di rivestimento della stessa con la carta velina. Ho inoltre rimosso l'ormai marcito elastico che in origine serviva per caricare l'elica (infatti il modello avrebbe dovuto essere in grado di volare, se ben costruito).
Mi sono quindi fornito di un'abbondante dose di colla vinilica (grazie Muciaccia) e con pazienza mi sono messo a ritagliare pezzi di carta velina per adeguarli alla parte da rivestire. Purtroppo non ho mai avuto il dono della precisione, perciò alcune parti mi sono venute bene e altre un po' così così. La colpa è stata anche della qualità della carta velina, veramente infima, con la quale ho rivestito le ali superiori.
 

Le foto forse non rendono bene l'idea perché sono in bassa risoluzione, ma illustrano le varie fasi di lavorazione sull'aereo. Il rivestimento è stato a suo modo una sfida, visto che mai in precedenza avevo tentato di fare un lavoro del genere su un modellino di grandi dimensioni (circa mezzo metro di apertura alare), ma dalla altrettanto grande fragilità. Una volta completato il rivestimento, lavoro che ha preso tempi lunghi, dato che ho lavorato al modello in pratica nei soli weekend, il modello era finalmente pronto per la verniciatura.
Ho iniziato a dipingere l'aereo con vernice bianca acrilica utilizzando il pennello. Il lavoro si è subito rivelato più difficile del previsto, in quanto per pitturare bene era necessario dare svariate mani, mentre l'effetto visivo non era dei migliori. Allora ho deciso di procurarmi una bomboletta spray, con la quale dipingere è stato un gioco da ragazzi: in due sole passate l'aereo era tutto bianco.
Le zone non ben rivestite dalla carta velina erano ora ben visibili, quindi è stato necessario incollare piccoli pezzettini di carta velina per tappare i buchi.


Finito questo lavoro il modello era finalmente pronto per la verniciatura definitiva, per la quale avevo già scelto di utilizzare una bomboletta vernice gialla. Anche in questo caso la verniciatura ha richiesto due sole mani. Devo dire che quando si devono dipingere grandi superfici l'uso del pennello diventa addirittura controproducente, l'unico strumento che garantisce tempi di lavoro rapidi e una distribuzione del colore pressoché uniforme è la bomboletta spray, con buona pace per i suoi detrattori.
Il lavoro finale, svolto necessariamente a pennello, è stata la verniciatura dei dettagli più piccoli, quali i sostegni delle ali e l'elica dipinti color legno, gli pneumatici dipinti in nero e le sbavature corrette col giallo. Il risultato finale, sebbene le pieghe della carta velina sulle ali non siano molto estetiche, fa la sua bella figura se visto da lontano!







lunedì 9 maggio 2011

Ragazza che corre (la volontaria)

Ci siam conosciuti poco più che ragazzi,
eravamo studenti, correvam come razzi
verso un futuro di grandi ideali,
non volevamo aver vite banali.
Conoscendoti presto fui di te innamorato,
ma questo sentimento non fu mai ricambiato.
Se a me bastava un amore normale,
tu nutrivi per gli altri un affetto speciale.
Per il mondo intero tu sentivi l'amore,
ne volevi fare un posto migliore.


Il tempo che passa, con le sue delusioni,
convince la gente a cambiar previsioni.
Di correre presto io mi sono stancato,
or'eccomi qua, un grigio impiegato.
Ma tu non hai smesso di credere ai sogni,
volevi badare agli altrui bisogni.
Partita per l'Africa come volontaria,
andavi a combattere contro alla malaria.


Che siano neri, che siano bianchi,
di farsi del male non sono mai stanchi.
Gli esseri umani, che strani animali,
sono capaci dei peggiori mali.
Gli esseri umani sulla terra son tanti,
chi uccide per fame e chi per i diamanti.
E i diamanti migliori, i più ricercati,
son proprio quelli dal sangue bagnati.
Arriva la morte, arriva la guerra,
ancora una volta sconquassa la terra.


L'amore mio tu non lo ricambiavi,
ma cosa ti ha dato il mondo che amavi?
I semplici amori possono dar delusioni,
ma non sono meglio le grandi illusioni.
Se il mondo con noi fosse stato più giusto,
avremmo potuto amarci di gusto.
Ma nel mondo qualcosa deve esser sbagliato,
la tua vita è finita in un campo minato.